Antonino Polimeni

La cache e le sue ripercussioni sulla responsabilità del curatore del sito internet

Il funzionamento tecnico della cd. navigazione sulla rete pone importanti quesiti ed interrogativi giuridici che possono configurare nuove ipotesi di responsabilità a carico dei webmaster.

All’atto di accesso ad un sito internet, l’utente della rete crede di visualizzare, come in televisione, immagini provenienti direttamente dal web. Questo è assolutamente falso. In realtà, nel momento di accesso ad una pagina web, il browser, richiede al server tutti i dati necessari a visualizzare quella determinata facciata; il server accettata la richiesta, risponde inviando tutti i contenuti ed il computer dell’utente scaricherà in una cartella all’interno del sistema. Solo successivamente, il browser, andrà a “pescare” da quella cartella i contenuti (solitamente immagini e testo html) per mostrarli all’utente.

In sostanza, il browser non visualizza le pagine dalla rete, ma direttamente dal pc sul quale è installato. Per quello che ci riguarda, è rilevante sapere che tutto il materiale che visualizziamo sfogliando le pagine del web, resta per un periodo di tempo variabile, in una cartella temporanea del nostro PC, denominata cache.

Il navigatore, è vero, digitando un determinato indirizzo, o cliccando su un preciso link, esprime la volontà di accedere a quei contenuti. Ed in questo caso nulla quaestio. Ma se l’informazione contenuta nel link non è veritiera? O se si accede ad altre pagine non desiderate che si sovrappongono tramite popup?

L’utente si ritrova così a “possedere” sul proprio disco rigido del materiale, come ad es. delle immagini, la cui semplice detenzione potrebbe configurarne reato.

Pare si debba comunque escludere una responsabilità dell’utente per i dati contenuti inconsapevolmente in cache.

Ma non si può in alcun modo negare che il webmaster sia responsabile per eventuali danni morali e materiali provocati all’utente dal salvataggio sul disco rigido di contenuti non richiesti.

E’ dunque fondamentale tenere sempre presente che il “prodotto” del webmaster è sempre e comunque destinato non solo alla visione dei navigatori, bensì al possesso da parte di questi, di tutto il contenuto messo online dal curatore del sito. Il webmaster diffonde, anzi distribuisce, un bene che entra materialmente in possesso dell’utente.